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Gazebo Penguins The Name Is Not The Named
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Gazebo Penguins The Name Is Not The Named
RECENSIONI CD

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Gazebo Penguins - The Name Is Not The Named
(Suiteside Records - 2009)
di Giulia Palummieri


Se scavate un po' più in fondo nella “nebbia” della provincia emiliana che ha dato i natali a Ligabue, troverete tante piccole realtà che ruotano intorno ad un preciso ideale: fare musica per devozione e per l'atavico bisogno di dire qualcosa. Gli ascoltatori più attenti e fortunati, con molta probabilità, avranno messo piede all'iGloo, un'ex stalla riabilitata, in piena filosofia d.i.y., ad agreste covo no-profit del suddetto scenario, il resto di noi, non ancora partito per l'eremitaggio, dovrà “accontentarsi” dei risultati provenienti da tale sala prove organizzata.
Partiamo dal principio quindi, l'iGloo è in primis la tana dei Gazebo Penguins, power trio recentemente entrato nel rooster Suiteside, ora all'esordio ufficiale con “The name is not the named” del quale mi appresto a parlare. Sì, perché con un solo ep all'attivo (Penguinvasion – 2006) e tante idee-sogni nella testa, questi tre pennuti artici stanno già agitando le acque fervido-stantie dell'underground, trovando, senza badare a forzati intellettualismi, il loro posto nella “scena” musicale.

Esordiscono fischiettando infatti, con la naturalezza di chi, con obiettivi chiari e competenza, esterna il suo mondo interiore nella maniera più affine ad esso; le cosiddette “etichette” poi sembrano cucirsi addosso solo per convenzioni formali. Così, in poco più di mezz'ora il carisma spigoloso di questi ragazzi riesce a stravolgerti la giornata gettandoti in faccia filosofia non-spiccia al limite del non-sense che dalla citazione di presentazione (il titolo dell'album prende il nome da un pensiero di Alfred Korzybski n.d.a.) apre immaginari in cui tutto può assumere nuovi significati e, in questo modo, sembra amena consuetudine imbattersi in personaggi che sanno tutto di una ragazza, ma non il suo nome, o in un montgomery sdraiato sul letto capace di mandare in confusione il suo proprietario. Chi è che guarda? Chi è che dorme? Stiamo ascoltando musica? Chi sono i Gazebo Penguins? La descrizione è ciò che viene descritto?. Un vortice di domande che fanno capo (o no?) a 11 pezzi che, pur trovando una maggiore apertura melodica rispetto all'ep, non badano a convenevoli immergendoci, senza ritegno, nel vortice di un'energia post-punk estremizzata all'inverosimile.

Diretto e testardo, il suono dei tre di Correggio si orienta proprio su tale ingente forza sprigionata, oltre che, in egual misura, sul potere della comunicazione da condividere in empatici amplessi sonor-dattilografi. Sono proprio le sensazioni, pertanto, a modellare i pezzi costruendo un ritmo mutevole abile nel non chiudersi sulle formule vincenti del “genere”, tirando fuori un lavoro sudato, ma non basato esclusivamente sul premere l'acceleratore, se non per sfondare i confini italici e conquistare l'estero grazie al loro respiro internazionale.

Tanti i nomi accorsi a sostegno del progetto: Paolo Torreggiani (My Awesome Mixtape), Jonathan Clancy (Settlefish - A Classic Education), Giulio Bursi (The death of Anna Karina), Bruno Germano (Settlefish), segno che in casa pinguini il fermento creativo non manca e se, da una parte, perciò, si coopera per richiamare l'attenzione sui “ghiacciai” in fase di scioglimento, dall'altra non è certo l'ora di stare fermi a guardare. Il disco è uscito, fate il vostro dovere. A buon intenditor poche parole!.

Tracklist:

1. You & Me & Dave
2. Babo Vs Mollica At The Gates
3. Harsh Realm
4. Mary Mongò Used To Call Me Igino
5. Banjochitarra
6. Maybe In December
7. Back In Blake
8. Robert Mitchum Stole My Girlfriend On The Battigia
9. All The Pregnants Are In Love
10. Wallabee
11. There’s Never Goodbye For Motorpsycho’s Fans